La rinuncia all’eredità: cos’è e quando farla - Chiarissimo.com

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Pubblicato il 26/02/2018
La rinuncia all’eredità: cos’è e quando farla

È brutto da dire, ma quando muore un nostro caro a volte – oltre che con il dolore – bisogna fare i conti in tasca al defunto. Se il defunto aveva qualche debito possiamo valutare se accettare l’eredità.


Le fasi della successione: cosa succede a livello giuridico quando muore qualcuno?

Con la morte si ha l’apertura della successione. La successione è la gestione di tutti i rapporti giuridici di cui era titolare il defunto e la divisione di tutti questi rapporti tra gli eredi.

La legge   prevede che gli eredi assumano le vesti del defunto sia per quanto riguarda gli oggetti o il denaro che egli possedeva sia, purtroppo, per i debiti che egli aveva accumulato. 

Questa divisione dei crediti e dei debiti non è automatica: gli eredi sono chiamati così solo quando hanno accettato l’eredità, prima dell’accettazione vengono definiti “chiamati all’eredità”. I chiamati all'eredità quindi possono decidere se accettare o meno l’eredità  per salvaguardare il proprio patrimonio.


Come funziona la rinuncia all’eredità?

Il chiamato all’eredità  che non vuole accettare l’eredità può farlo dal momento dall’apertura della successione che, ricordiamo, coincide con la morte.

Per rinunciare all’eredità bisogna fare una dichiarazione scritta dal notaio o nella cancelleria del tribunale competente. Il tribunale competente è quello della circoscrizone del luogo dell’ultima residenza del defunto.

Dato che l’eredità può essere accettata entro dieci anni dall’apertura della successione, il chiamato all’eredità che non avrà accettato per dieci anni sarà automaticamente escluso dall’eredità.  



Redatto da : Stefania