L’amministrazione di sostegno: chi può usufruirne e come - Chiarissimo.com

Chiarissimo News

Pubblicato il 26/03/2018
L’amministrazione di sostegno: chi può usufruirne e come

Se una persona per salute o per l’età non riesce più ad occuparsi pienamente di sé stessa,  può essere aiutata dai suoi cari a compiere alcuni atti al suo posto grazie all’autorizzazione del Tribunale.

Le caratteristiche dell’amministrato
Hanno diritto a essere assistite da un amministratore di sostegno tutte quelle persone che non riescono a far fronte alle proprie necessità quotidiane come ad esempio amministrare il proprio patrimonio, gestire le spese di casa o anche semplicemente fare degli acquisti.

Possono trovarsi in questa situazione sia le persone anziane e disabili che le persone affette da dipendenza di droghe e alcool o affette da ludopatia.
Può trattarsi quindi sia di situazioni definitive che di situazioni temporanee.

Chi può essere nominato amministratore di sostegno?
Possono essere nominati dal Tribunale amministratori di sostegno:    

  • il coniuge;
  • la persona stabilmente convivente;
  • i parenti entro il quarto grado (genitori, figli, fratelli o sorelle, nonni, zii, prozii, nipoti, cugini);
  • gli affini entro il secondo grado (cognati, suoceri, generi, nuore).

Nel caso in cui la persona in stato di bisogno non abbia parenti o affini da nominare – o questi non sono ritenuti idonei al compito – il Tribunale provvederà a nominare un amministratore da un apposito elenco.

Come viene nominato l’amministratore di sostegno?
La persona in stato di bisogno o i suoi parenti possono depositare la richiesta di nomina dell’amministratore di sostegno presso il Tribunale della residenza del bisognoso sia da soli che con l’aiuto di un avvocato.

Il tribunale fissa un’udienza e incarica colui che ha presentato la richiesta di avvertire il coniuge, i figli, nipoti, genitori e fratelli/sorelle della persona bisognosa.

All’udienza –  oltre ai parenti avvertiti e a chi ha presentato la richiesta – deve essere presente anche la persona bisognosa in modo che il giudice possa valutare le sue condizioni e il tipo di aiuto di cui necessita.

Dopo aver compiuto le sue valutazioni, il giudice nomina l’amministratore di sostegno che ritiene più adatto tenendo anche conto della volontà dell’amministrato.

Quali sono i compiti dell’amministratore di sostegno?
Dopo la nomina l’amministratore di sostegno deve presentare una relazione annuale al Tribunale dando conto della gestione del patrimonio dell’amministrato.

Per quanto riguarda gli atti di ordinaria amministrazione – che riguardano le azioni quotidiane – il giudice nel nominare l’amministratore decide:

  • quali atti deve compiere l’amministratore al posto dell’amministrato;
  •  quali atti può continuare a compiere da solo l’amministrato.

Per quanto riguarda gli atti di straordinaria amministrazione – invece – l’amministratore di sostegno deve sempre chiedere l’autorizzazione al giudice. Si tratta ad esempio di:

  • accettazione o rinuncia all’eredità;
  • incasso di somme di denaro;
  • vendita o acquisto di veicoli;
  • accettazione di un risarcimento danni;
  • estinzione di un libretto di risparmio;
  • rilascio di documenti per l’espatrio;
  • vendita o acquisto di immobili.
Redatto da : Stefania