Autocertificazioni: cosa sono e perché ci permettono di risparmiare - Chiarissimo.com

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Pubblicato il 09/04/2018
Autocertificazioni: cosa sono e perché ci permettono di risparmiare

Quante volte uno sportello pubblico ci respinge perché non abbiamo presentato un’autocertificazione? Tenete ben presente che il vero problema sorge quando non viene richiesta alcuna autocertificazione.

Cosa sono le autocertificazioni (o meglio: dichiarazioni sostitutive)?
Per capire cosa sono le autocertificazioni bisogna capire cos’è un certificato.

Un certificato è un documento con il quale una pubblica amministrazione dichiara di aver verificato determinati fatti, qualità personali o altre situazioni. Per esempio, con il certificato di residenza il Comune dichiara di aver verificato che un soggetto risiede proprio in quel luogo.

Ovviamente queste verifiche sono lunghe, quindi sono state inventate le autocertificazioni: dichiarazioni fatte direttamente dall’interessato che dichiara di possedere le caratteristiche che avrebbe verificato la pubblica amministrazione con un certificato.

In sostanza – per velocizzare la procedura – viene sostituito il procedimento perottenere un certificato con una dichiarazione in forza della quale il dichiarante si assume tutte le responsabilità.

Autocertificazioni: non solo un diritto, ma un dovere!
L’aspetto più interessante su questo argomento è che le autocertificazioni non sono solo una facoltà per il cittadino, ma sono un obbligo per la pubblica amministrazione.
Quando riceve un’istanza da un cittadino, la pubblica amministrazione non può chiedergli alcun certificato, ma può chiedergli solo autocertificazioni.

In sostanza, quando un cittadino presenta un’istanza, la pubblica amministrazione prima di concederla valuta se il cittadino ha i requisiti. Tuttavia per questa valutazione la pubblica amministrazione non può chiedere al cittadino di attivare un’ulteriore procedura, magari in un’altra pubblica amministrazione, per avere un certificato. Al contrario la pubblica amministrazione ha l’obbligo di “accontentarsi” dell’autocertificazione firmata dal cittadino, per poi verificare in seguito che egli non abbia mentito.

Per dimostrarvi quanto sopra detto, vi riportiamo il contenuto dell’art. 40 del Dpr n. 445/00. Per evitare che la pubblica amministrazione chieda certificati al posto di autocertificazioni, in tutti i certificati troverete infatti scritto – spesso in fondo alla pagina – la seguente dicitura: «il presente certificato non può essere prodotto agli organi della pubblica amministrazione o ai privati gestori di pubblici servizi».

In sostanza, se fate una richiesta a una pubblica amministrazione e quest’ultima pretende che chiediate un certificato ad un altro ufficio, con molta probabilità vi trovate di fronte ad una procedura irregolare.
Non è una questione secondaria, perché per la maggior parte dei certificati il cittadino sostiene dei costi (soprattutto marche da bollo). Per essere certi dell’errore e quindi per risparmiare, quando andate nel secondo ufficio chiedete se il certificato recherà la dicitura che abbiamo riportato prima: se è così, avrete il diritto di tornare nel primo ufficio particolarmente arrabbiati!

Un esempio pratico
Facciamo un esempio per capire il senso di tutto ciò. Un esempio reale.
Per diventare avvocato bisogna sostenere un esame che viene gestito dalla Corte d’Appello. Una volta superato l’esame bisogna attivare una procedura amministrativa all’Ordine degli avvocati al fine di chiedere l’iscrizione all’albo. L’Ordine degli avvocati deve verificare che l’aspirante avvocato abbia superato l’esame, ma per farlo non può chiedere al candidato di andare alla Corte d’Appello e chiedere un certificato in cui venga scritto che ha superato l’esame (cosa che invece avviene in alcuni ordini, oltretutto facendo pagare marche da bollo per avere un foglio in cui è scritto che il candidato ha superato l’esame). E’ invece sufficiente (e obbligatorio) che il candidato autocertifichi di aver superato l’esame: sarà poi l’ordine a verificare eventuali dichiarazioni false.

Sanzioni per false autodichiarazioni.
Chi sottoscrive autocertificazioni false rischia sanzioni penali, oltre ovviamente a perdere il provvedimento di favore ricevuto sulla base della dichiarazione falsa (art. 76 del Dpr n. 445/00).

Redatto da : Stefania