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Pubblicato il 06/11/2017
La pedalata (non) assistita dalla legge!

Negli ultimi anni è cresciuta moltissimo la vendita di biciclette a pedalata assistita, monopattini elettrici, apparecchi monoruota e hoverboard. La normativa collegata non è per nulla "chiarissima".

La normativa attuale non è chiara, né aggiornata.

Le biciclette elettriche a pedalata assistita (e-bike) sono regolate da un decreto del Ministero del 30 gennaio 2003,  il quale riprende una direttiva europea del 2002 (direttiva 2002/24/CE). A quei tempi non esistevano ancora alcuni dei nuovi tipi di mezzi attualmente in circolazione.

La norma prevede che l'assistenza elettrica entri in azione solo durante la pedalata e che venga interrotta al raggiungimento dei 25Km/h.

Discorso simile per hoverboard e monopattini elettrici: da fermi non partono ed è necessario raggiungere almeno i 5 Km/h prima che si inneschi l’assistenza elettrica. 

Precisiamo che in questo caso il termine assistenza non è il più adatto perché, una volta attivato il motore elettrico, il monopattino mantiene la velocità senza più intervento dell’utente e la necessità di sforzo fisico.

Il decreto del Ministero del 2003 non è abbastanza aggiornato per normare questi mezzi di trasporto e molti obiettano che le caratteristiche di quest'ultime non rientrano in quelle della norma citata.

Leggi non chiare? Interpretazioni diverse!

E' facile trovare su Internet svariati casi in cui le forze di Polizia hanno applicato sanzioni diverse, interpretando in maniera differente la legge.

Incredibile il caso di un ragazzo di 24 anni di Trento che, sul suo hoverboard, stava spingendo a bassa velocità il passeggino con il figlio (sulla bontà dell’idea di spingere un passeggino con un mezzo elettrico preferiamo non esprimerci).

Gli agenti hanno considerato in questo caso la tavola non come uno skateboard (multe fino a 99 euro, art.190 codice della strada), ma a tutti gli effetti uno scooter, che quindi in quel caso era privo di targa, di libretto di circolazione, di assicurazione e di casco obbligatorio. 

Oltre alla confisca del mezzo, il malcapitato ha dovuto pagare la somma di tutte le multe per le violazioni riportate, raggiungendo l’astronomica cifra di € 1.200,00. Al ragazzo sono anche stati decurtati 5 punti della patente, sempre considerando il mezzo come un normale scooter.

Anche le sentenze di vari giudici di pace sulla decurtazione di punti della patente, anche alla guida di una semplice bicicletta, sono discordanti in merito. Alcune hanno confermato la sanzione, altre no. 

Poiché non è necessaria la patente per guidare una bicicletta, una decurtazione dei punti potrebbe essere considerata illegittima, in quanto tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge (in questo caso chi ha la patente verrebbe sanzionato, chi non ha la patente no).

Vorremmo fare in conclusione due appelli, uno agli utenti dei mezzi (vecchi e nuovi) e uno al legislatore, ai comuni, alle forze di polizia.

Consigli di buonsenso per chi guida un mezzo elettrico e non:

  • usate il casco, non perché vi obbliga la legge, ma per salvare la vostra testa e il portafogli dalle multe;
  • rispettate gli altri, sempre, non create situazioni di pericolo;
  • procedete ad un a velocità adeguata al suolo che state percorrendo e rispettate sempre le regole di convivenza tra pedoni, ciclisti e automobili;

Suggerimenti al legislatore.

  • Inquadrare al più presto in una normativa specifica per l’utilizzo di questi mezzi. In questo modo anche produttori italiani potrebbero iniziare a trovare la convenienza ad entrare in questo mercato con soluzioni innovative.
  • Non combattere la circolazione di mezzi che, comunque, vengono venduti liberamente. E’ assurdo che si possa comprare un mezzo di trasporto, ma che poi esso venga demonizzato.
  • Istruire la cittadinanza, ad esempio nelle scuole, ad un uso civile e rispettoso di bici normali, a pedalata assistita, e in generale di tutti i mezzi che non richiedono una patente.
  • Considerare il mutamento nell’utilizzo di mezzi di trasporto urbano come una opportunità di ridurre auto ed emissioni inquinanti, non come il nemico numero uno.

Un'ultima nota. In Germania ogni anno viene venduto un numero di e-bike 10 volte superiore all’Italia. Le temperature non certo miti della Germania non hanno in nessun modo scoraggiato i cugini tedeschi.

Ci sono alternative all’automobile tradizionale per spostamenti a breve raggio e sono proprio sotto al nostro naso! 

Le statistiche infatti dicono che la maggior parte degli abitanti delle aree urbane prenda la macchine per percorrere in media solo 6 km al giorno.

Buona pedalata (assistita e non)!

Redatto da : Giorgio