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Spese legali: come leggere la fattura di un avvocato

pubblicato il 01/02/2018

Redatto da : Giorgio

Quando il giudice emette una sentenza per decidere chi tra le parti in causa abbia ragione, deve anche condannare la parte che perde (soccombente) al pagamento delle spese legali della parte vincitrice.

La parte soccombente dovrà quindi pagare sia le spese legali del proprio avvocato che le spese legali dell’avvocato avversario.

La nota proforma

L’avvocato presenta il suo “conto” su una nota proforma, cioè un documento che non ha alcun valore ai fini fiscali. Questo perchè la fattura è un documento che ha valore ai fini fiscali e che impone all’avvocato di versare le relative tasse anche se il cliente si rifiuta di pagarla.

Solo una volta che il cliente avrà pagato la nota proforma, l’avvocato emetterà la fattura.

In realtà dal 2017, per evitare che sorgano incomprensioni al momento del pagamento, gli avvocati prima di iniziare l’incarico dovrebbero sottoporre all’assistito un preventivo riportante le stesse voci di spesa che saranno riportate in nota proforma e in fattura.

Le voci che compongono la fattura e la nota proforma

La fattura e la sua relativa nota proforma sono composte da voci standard, voci che sono applicate da tutti gli avvocati nel rispetto del Decreto ministeriale n. 55 del 2014.

In particolare, le voci che troverete in fattura sono:

- compenso: può essere concordato dall’avvocato con il proprio assistito. Se avvocato e cliente non si sono messi d’accordo, la somma deve essere decisa in base al tipo di causa e alle fasi affrontate (tabelle del D.M. n. 55/2014);

- spese generali: corrispondono al 15% dei compensi e si tratta di tutte quelle spese per affrontare la causa non documentabili (ad esempio fotocopie, libri di testo per studiare il caso o carburante per andare in udienza);

- c.p.a. (cassa previdenza avvocati): corrisponde al 4% dei compensi e spese generali e si tratta del contributo previdenziale che l’avvocato dovrà versare alla cassa forense in base ai suoi guadagni;

- i.v.a.: attualmente corrisponde al 22% calcolato sul compenso, sulle spese generali e sulla c.p.a..

In alcuni casi possono essere aggiunte altre due voci alla fatture a seconda dei casi:

- esborsi: si tratta di spese documentate (ad esempio il contributo unificato o la marca da bollo);

- spese di trasferta: sono le spese documentate affrontate dall’avvocato quando l’udienza si tiene in una città lontana dallo studio dell’avvocato.

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