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Come fuggire da un contratto dei consumatori!

pubblicato il 30/10/2017

Redatto da : Giorgio

Anche se a volte vengono scambiate, disdetta, ripensamento e recesso non sono la stessa cosa. Una nota: sappiate che spesso anche le aziende commettono errori su questo.

Ecco quali sono le definizioni.


Disdetta

Poniamo il caso di un contratto che si rinnova automaticamente ogni anno.

La disdetta è una comunicazione scritta che impedisce il rinnovo automatico al momento della scadenza del contratto. La disdetta deve arrivare al fornitore entro un termine preciso prima della scadenza, che varia in base al contratto. Per esempio entro 90 giorni prima della scadenza dei 12 mesi.


Ripensamento

Se il contratto è stato concluso al di fuori degli uffici o dei negozi del fornitore (per esempio su internet o al telefono), il cliente ha diritto al ripensamento gratuito. Il diritto al ripensamento permette al cliente di interrompere gli effetti del contratto.

Il diritto al ripensamento deve essere esercitato inviando una lettera raccomandata o un fax entro 14 giorni dalla firma del contratto. Se il contratto è stato eseguito prima dei 14 giorni il cliente dovrà pagare i costi per il servizio di cui ha goduto.


Recesso

Nei contratti a tempo indeterminato è possibile interrompere l'efficacia del contratto in ogni momento, dando un adeguato preavviso (di solito stabilito dal contratto stesso).

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