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Patrocinio a spese dello Stato: quando è lo Stato a pagare l’avvocato

pubblicato il 30/04/2018

Redatto da : Stefania

Spesso si ha la percezione che la Giustizia sia un privilegio destinato solo ai ricchi. In realtà la legge offre uno strumento utile alla difesa dei meno abbienti: il patrocinio a spese dello Stato.


Cos’è il patrocinio a spese dello Stato?

È uno strumento che permette ai meno abbienti di scegliere un avvocato dalla lista degli iscritti e farsi difendere senza dover pagare le spese legali.

Può essere utilizzato per la difesa nei giudizi civili, amministrativi, contabili, tributari e penali sia in qualità di imputato, indagato e condannato che in qualità di danneggiato.


Chi può usufruire di questo strumento?

La legge classifica come non abbienti – e quindi idonei ad usufruire del patrocinio a spese dello Stato – tutti coloro che hanno dichiarato un reddito inferiore ad € 11.493,82 nell’anno precedente alla richiesta.

Nel caso in cui colui che volesse usufruire del servizio conviva con il coniuge o altri familiari, deve essere considerata la somma di tutti i redditi dei conviventi.


Come si accede al patrocinio a spese dello Stato?

Per accedere al servizio l’interessato deve presentare una domanda al Consiglio dell’Ordine degli avvocati competente (luogo del magistrato competente a decidere la causa), mentre nei giudizi penali alla cancelleria del Giudice competente a decidere.

La domanda deve essere completa della dichiarazione dei redditi dell’anno precedente, dell’autocertificazione riguardante i componenti del proprio nucleo familiare e dei dati della causa (udienza e termini) se già pendente o delle ragioni in fatto e in diritto se la causa deve essere avviata dal richiedente.
Una volta ottenuta l'autorizzazione, il richiedente potrà scegliere il proprio avvocato dall'apposita lista degli iscritti.


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