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Le modifiche al conto corrente - parte prima

pubblicato il 26/11/2017

Redatto da : Giorgio

Recentemente moltissime banche hanno cambiato in modo unilaterale i costi dei propri conti correnti. In questo articolo (e nel successivo) vedremo se potevano farlo e se lo hanno fatto correttamente .

Alcuni esempi: Websella e IWBank (hanno aggiunto una commissione di € 1,81 e € 1,90 dal quinto prelievo mensile), Fineco (€ 0,80 per prelievi sotto i € 100,00), Intesa San Paolo (aumenti variabili fino a € 10 euro al mese), Unicredit, Bnl, Credem, Cariparma, Ubi, Mps, Banco Bpm, Carige e Poste. Altre banche l'avevano fatto nel 2016.

Possono farlo?

Le banche possono modificare i contratti firmati con i clienti. Per farlo le banche devono inviare ai propri clienti una comunicazione preventiva che illustri il contenuto della modifica proposta, le motivazioni che ne sono alla base e la data di efficacia.

Le regole da rispettare sono le seguenti.

La possibilità di modificare deve essere prevista nel contratto e approvata specificamente dal cliente.

Il cliente deve essere informato delle modifiche con un preavviso minimo di due mesi, in forma scritta o attraverso altra modalità precedentemente accettata dal cliente stesso.

Le comunicazioni con cui le banche informano delle modifiche devono riportare in modo evidenziato la formula: “Proposta di modifica unilaterale del contratto”.

Le banche e gli intermediari finanziari devono comunicare al cliente anche il motivo che giustifica le modifiche proposte (“giustificato motivo”).

Nei contratti che hanno durata precisa (ad esempio i prestiti), se il cliente è un consumatore o una micro-impresa, non è consentita la modifica dei tassi d’interesse.

Il rispetto di questi obblighi permette ai clienti di valutare le modifiche unilaterali proposte, di conoscerne le motivazioni ed eventualmente di ricercare nuove soluzioni contrattuali più adeguate alle proprie esigenze.

Le modifiche peggiorative, adottate senza rispettare le condizioni previste dalla legge, sono inefficaci.

Entro la data prevista per l’entrata in vigore delle modifiche, il cliente ha la possibilità di fare recesso gratuitamente

Se il cliente non recede dal contratto, le variazioni si  intendono  approvate.

Nel caso in cui il cliente ritenga che non siano state rispettate le regole in materia di modifica unilaterale dei contratti, potrà presentare reclamo alla banca (link a consulente).


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